Il caso Libia su LiberiTv. L’Isis? Si combatte anche con lavoro e imprese (italiane)

Lo Stato Islamico? Si combatte anche togliendo i kalashnikov dalle mani dei 15enni ingaggiati dall’Isis e dando loro un lavoro. E’una delle tracce seguite dalla trasmissione Spazio Transnazionale andata in onda su LiberiTv e dedicata al caso libico. Ospiti del direttore Gianni Colacione, il Presidente della Camera di Commercio italolibica, arch. Gian Franco Damiano, e il giornalista Francesco De Palo, animatore del blog Rete Libia.

(Cliccare qui per la trasmissione integrale)

Punto di partenza il tentativo dell’Onu di legittimare il governo Serraj, che si scontra con l’avanzata da oriente delle truppe del Generale Haftar, spalleggiato dall’Egitto.

Secondo Damiano uno dei maggiori problemi sul campo è legato ai danni che sino ad oggi hanno subito le imprese italiane, anche antecedenti al 2011, anno della caduta di Gheddafi. “Uno spazio imprenditoriale che si è ristretto per le aziende italiane e che oggi rischia di non aprirsi dal momento che mentre Londra e Parigi hanno da alcuni mesi inviato in Libia una task force ad hoc, l’Italia è ancora alla finestra”. E ha messo l’accento sui crediti certificati pari a un miliardo di euro vantati dalle aziende italiane (650 milioni dal 2011 ad oggi) che nessuno riesce a sbloccare, nonostante il Trattato di amicizia siglato tra Berlusconi e Gheddafi prevedesse un esplicito accantonamento annuo di una cifra dedicata.

Secondo De Palo il dossier mediterraneo sui migranti si intreccia con la crisi politica in Libia perché all’indomani della chiusura della rotta balcanica, con il filo spinato a Idomeni al confine tra Grecia e Fyrom, e i vari blocchi al Brennero e in alcuni paesi balcanici, ecco che i trafficanti di migranti hanno già imboccato altre strade. “I quasi diecimila arrivi in Sicilia delle ultime settimane dimostrano che con la Libia andrà trovato un accordo sui migranti. Ma non come quello, già scricchiolante, raggiunto con Ankara e una Turchia sempre più in versione dittatoriale, con giornalisti arrestati, vignettisti minacciati, e diritti ridotti a utopia sociale. Bensì più lungimirante, che investa il territorio locale, inteso soprattutto come creazione di posti di lavoro per impedire che i 15enni libici vengano reclutati dall’Isis come foreign fighters. Qualche giorno fa, il generale Paolo Serra, consigliere militare del rappresentante dell’Onu per la Libia Martin Kobler, audito dalle commissioni parlamentari di Camera e Senato per il caso migranti ha osservato che la situazione libica è disastrosa. Sui migranti pende la spada di Damocle del controllo dei campi rifugiati, gestiti da milizie e banditi, e dei flussi che partono sia dalla Libia che dall’Egitto”.

E aggiunge: “Un intervento internazionale si dovrà articolare lungo svariati aspetti, politici e tecnici, che sino ad oggi sono stati ignorati. Che la Libia debba avere un governo di accordo nazionale, e che questo governo debba chiedere l’intervento internazionale, è pacifico, come sta accadendo in questi giorni. E l’intervento dovrebbe sì coprire la sicurezza, ma lasciando ai libici le azioni di forza. E torniamo al nodo da sciogliere, che è l’Egitto, un Paese che non partecipa ai processi di stabilizzazione, ma persegue interessi solo nazionali”.

Cosa succede a Tobruk dopo la consegna di armi e mezzi ad Haftar

La prima conseguenza della fornitura di armi e mezzi dagli Emirati Arabi al generale Haftar, è che il suo esercito si sta preparando ad attaccare la città di Sirte, controllata dallo Stato islamico. Un reparto nelle ultime ore ha preso le armi presso la caserma di al Maraj, sede dell’esercito di Haftar, per preparare l’offensiva.

Da non sottovalutare il fatto che nella caserma Khalij al Bamba in Cirenaica si susseguono briefing e vertici. E i caccia dell’aviazione libica di Haftar sono pronti nell’aeroporto di Benina, a Bengasi, per lanciare raid aerei su Sirte. Giorni fa l’esercito guidato da Haftar aveva riconquistato una fabbrica a Bengasi, controllata dagli uomini dell’Isis.

Lecito chiedersi quanto conti il peso specifico dello schieramento franco-egiziano in questa fase, dal momento che non solo Hollande ha appena rifornito di armi Il Cairo, con una cospicua commessa di caccia, ma già da due mesi è presente in Libia una task force francese ad hoc, così come fatto dagli inglesi che si preparano a inviare sul campo un contingente di mille uomini.

Rassegna stampa: la partita dell’Italia in Libia

Fonte: Corriere della Sera del 27/4/16
di Paolo Valentino

Ci sono due soli punti fermi, nell’ennesima, convulsa accelerazione che si registra intorno alla partita libica. Il primo è la richiesta, da parte delle Nazioni Unite, di un contingente internazionale a protezione dell’incolumità dei suoi inviati e della sua operatività a Tripoli: uomini scelti da un numero limitato di Paesi, con l’Italia probabilmente chiamata a fornire il contributo più significativo, dando così una prima sostanza alle sue ambizioni di leadership. Ed è questa la tessera più immediata del grande mosaico che con fatica va componendosi. L’altro punto, più significativo ancorché circondato di levantina ambiguità, è la richiesta del governo Serraj all’Onu, ai Paesi europei e a quelli africani confinanti, «di aiuti per proteggere le risorse petrolifere della Libia».

Affidata a un comunicato del Consiglio presidenziale, ancora ieri sera non sembrava essere stata formalizzata in alcun documento ufficiale. Di più, sull’annuncio sembrava pesare anche una contingenza interna: esso è arrivato infatti proprio all’indomani della notizia che il famigerato generale Haftar, l’uomo di Al Sisi che controlla le milizie di Tobruk, ha appena ricevuto dai suoi sponsor un’importante fornitura di armi, munizioni e veicoli, che potrebbe servirgli non solo per un’offensiva contro le postazioni di Daesh a Sirte e Derna, ma anche per riprendere il controllo delle installazioni petrolifere dell’area, oggi difese dalle Guardie di Ibrahim Jadran, che hanno deciso di appoggiare Serraj.

Ma anche facendo la tara di una mossa mirata a influenzare gli equilibri interni, la novità rimane: per la prima volta dall’inizio del travagliato processo per la stabilizzazione del Paese, un esecutivo pur fragile chiede l’appoggio della comunità internazionale su una questione esistenziale. Detto altrimenti, dà pienezza alla madre di tutte le condizioni poste per una eventuale azione esterna: una domanda dall’interno.
Se questi sono i soli dati certi, il rovello è inevitabile: l’Italia che fa? Offrirà il suo contributo alla protezione di Martin Kobler e del suo staff? Sarà conseguente con le cose ripetute da mesi dai nostri ministri, secondo i quali solo al termine della successione «governo di unità nazionale-insediamento a Tripoli-richiesta alla comunità internazionale» ci sarebbero state le condizioni per imbastire una eventuale missione di stabilizzazione?

Ha fatto bene nei mesi scorsi il presidente del Consiglio a mostrare cautela, ogni qual volta, a torto o a ragione, si sia registrata una fuga in avanti. E ha fatto bene a resistere, non ultimo al vertice di Venezia con il presidente francese Francois Hollande, le pulsioni guerresche di Parigi (o Londra) che spingevano a rompere gli indugi e ad agire in un teatro che presenta rischi enormi e letali. Oggi, pur con tutte le ambiguità del caso, siamo di fronte a un salto di qualità. Matteo Renzi ostenta ancora prudenza, anzi fa smentire con forza ogni ipotesi di intervento e ogni cifra in circolazione.

Ma i piani contingenti esistono da mesi, è il lavoro di ogni apparato militare serio e preparato. Siano quelli per la protezione dei siti diplomatici o governativi, o quelli per l’addestramento e la formazione delle forze armate e di polizia della nuova Libia. Certo è irrinunciabile che un numero congruo di Paesi risponda alla domanda di protezione dell’Onu. Certo occorrerà verificare fino in fondo che la richiesta di Serraj sia veramente tale e non sia soltanto un ballon d’essai, volto a mettere un freno al bulimico Haftar.

Certo sarà indispensabile rispettare tutti i passaggi necessari, quello parlamentare in primo luogo. Ma non c’è dubbio che una decisione sulla Libia non potrà essere procrastinata ancora per molto. Solo una piena assunzione di responsabilità può infatti dar sostanza alla rivendicazione di una leadership, che la Storia, la geografia e il nostro ruolo nel Mediterraneo legittimano.

Libia e Serraj: a Roma tavola rotonda su una (nuova) stagione da costruire

ROMA – Libia e Serraj: la svolta nel governo di unità nazionale? Può essere vicina la fine della balcanizzazione violenta iniziata nel post Gheddafi? L’avvicendamento tra l’ex inviato Onu Bernardino Leon e Martin Kobler produrrà frutti alla voce stabilizzazione interna? E le imprese italiane come potrebbero essere più competitive in virtù di una normalizzazione politica in Libia?
A queste domande ha provato a dare qualche risposta il seminario promosso in Senato lo scorso 19 aprile dall’associazione “23 novembre” presieduta da Giuseppe Nigro e dall’analista Francesco De Palo animatore di Rete Libia, mettendo a confronto analisi e scenari su una stagione tutta da costruire. Si sono confrontati voci istituzionali, politiche, economiche e tecniche dei protagonisti libici, con per la prima volta assieme, i due rappresentanti di Tripoli e Tobruk a Roma con la regia della Camera di Commercio Italolibica.

Una delle richieste più marcate da parte delle tribù libiche resta quella che allontana uno scenario di divisione come fu per il muro di Berlino. E puntano invece su una strada che porti ad una federazione, ma senza abbandonare un pezzo del Paese per puntare solo su un altro. Il seminario ha inteso approfondire la situazione libica e la presenza di relatori qualificati ha contribuito ad una conoscenza realistica della situazione attuale.
Occorre sottolineare che l’impegno dell’Italia è strategico in questa fase e nel contempo è necessario costruire la conclusione, nel più breve tempo possibile, del percorso di pacificazione nazionale che può essere affidato esclusivamente ai libici con il sostegno, credibile, della comunità internazionale.

Sono intervenuti:

-Sen. Benedetto Della Vedova, Sottosegretario agli Esteri: “Il ruolo dell’Italia nella transizione verso un panorama di stabilità politica”

-Mahmud Mokhtar Incaricato d’affari dell’Ambasciata di Libia presente per indisposizione di S.E. Ahmed Safar, Ambasciatore di Libia in Italia: “Il nuovo governo come occasione per le imprese italiane”

-S.E. Alì Mustafà Rugibani, Incaricato d’affari dell’Ambasciata di Libia presso la Santa Sede: “Libia e Serraj: perché la svolta può essere nel governo di unità nazionale”

-Sen. Mario Mauro, già ministro della Difesa: “La Libia dopo l’avvicendamento tra Bernardino Leon e Martin Kobler: l’Onu volta pagina?”

-Arch. Gian Franco Damiano, Presidente della Camera di Commercio Italolibica: “Il lavoro, i traffici economici, la cooperazione: gli unici strumenti efficaci per la stabilità e lo sviluppo della Libia”

-Prof. Gabriele Iacovino, Responsabile analisti del Ce.S.I. : “Libia, Egitto, Siria: i fronti aperti nel versante euromediterraneo”

(clicca qui per il video integrale del seminario pubblicato da Radio Radicale)

Cosa ha scritto la stampa italiana del seminario sulla Libia in Senato

Migranti: Amb. Libia in Santa Sede, 500mila pronti a partire

Rugibani, premier Serraj concordi piano con Italia e Ue (ANSAmed) – ROMA, 19 APR – In Libia “ci sono mezzo milione di persone pronte a partire e questo è un problema per noi ma anche per l’Italia e per l’Europa”. Lo ha denunciato il Rappresentante della Libia presso la Santa Sede Ali Mustafa Rugibani parlando della questione migranti nel corso di un incontro al quale ha partecipato anche l’ex ministro della Difesa Mario Mauro. “Sarà importantissimo che il premier Serraj concordi un piano con l’Italia e con l’Europa” per il contrasto all’immigrazione clandestina” ha aggiunto il diplomatico, sottolineando che è necessario “molto lavoro da parte della Libia e molto sostegno da parte dell’Italia” e ricordando che si parla molto di coloro che muoiono in mare ma non di coloro che in Libia non ci arrivano neppure perché muoiono di stenti mentre cercano di raggiungere il Paese dall’Africa subsahariana.(ANSAmed) GA 19-APR-16 17:47 NNNN

MIGRANTI: RUGIBANI, MEZZO MLN PRONTI A PARTIRE DA LIBIA =

Incaricato d’affari libico in Vaticano, concordare piano con Italia e Ue Roma, 19 apr. (Aki) – “Ci sono mezzo milione di persone pronte a partire” dalla Libia verso le sponde meridionali del Mediterraneo. Lo ha affermato Ali Mustafa Rugibani, incaricato d’affari dell’ambasciata di Libia presso la Santa Sede, intervenuto al convegno ‘Libia e Serraj: la svolta nel governo di unità nazionale?’, svoltosi a Roma presso l’Istituto di Santa Maria in Aquiro. Quello dei flussi di migranti nel Mediterraneo e del traffico di esseri umani, secondo Rugibani, “è un problema per la Libia, così come lo è per l’Italia e per tutta l’Europa”. Per questo “sarà importantissimo – secondo il diplomatico – che (il premier designato del governo di concordia nazionale, ndr) Fayez al-Serraj concordi un piano con l’Italia e con l’Europa”. Un piano che – ha detto il diplomatico libico al convegno a cui partecipavano anche il senatore Mario Mauro e il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova – potrebbe essere scritto sulla falsa riga di quello da poco siglato da Ue e Turchia. (Rzz/AKI) ISSN 2464 – 9155 19-APR-16 18:08 NNNN

MIGRANTI: RUGIBANI, MEZZO MLN PRONTI A PARTIRE DA LIBIA =

Incaricato d’affari libico in Vaticano, concordare piano con Italia e Ue Roma, 19 apr. (Adnkronos/Aki) – “Ci sono mezzo milione di persone pronte a partire” dalla Libia verso le sponde meridionali del Mediterraneo. Lo ha affermato Ali Mustafa Rugibani, incaricato d’affari dell’ambasciata di Libia presso la Santa Sede, intervenuto al convegno ‘Libia e Serraj: la svolta nel governo di unità nazionale?’, svoltosi a Roma presso l’Istituto di Santa Maria in Aquiro. Quello dei flussi di migranti nel Mediterraneo e del traffico di esseri umani, secondo Rugibani, “è un problema per la Libia, così come lo è per l’Italia e per tutta l’Europa”. Per questo “sarà importantissimo – secondo il diplomatico – che (il premier designato del governo di concordia nazionale, ndr) Fayez al-Serraj concordi un piano con l’Italia e con l’Europa”. Un piano che – ha detto il diplomatico libico al convegno a cui partecipavano anche il senatore Mario Mauro e il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova – potrebbe essere scritto sulla falsa riga di quello da poco siglato da Ue e Turchia. (Rzz/Adnkronos) ISSN 2465 – 1222 19-APR-16 18:43 NNNN

LIBIA: RUGIBANI, NO SOLDATI STRANIERI SUL TERRENO =

Incaricato d’affari in Vaticano, abbiamo bisogno di sostegno Italia e Ue Roma, 19 apr. (AdnKronos/Aki) – Per far fronte alle sfide con cui si confronta in materia di sicurezza, di lotta all’estremismo e al sedicente Stato islamico (Is), “la Libia ha bisogno del sostegno dell’Italia e dell’Europa, ma non di un intervento di terra di truppe straniere”. Lo ha detto Ali Mustafa Rugibani, incaricato d’affari dell’ambasciata di Libia presso la Santa Sede, intervenuto al convegno ‘Libia e Serraj: la svolta nel governo di unità nazionale?’, svoltosi a Roma presso l’Istituto di Santa Maria in Aquiro. “Non vogliamo – ha detto il diplomatico – soldati stranieri che vengano a combattere sul nostro territorio. Abbiamo truppe nostre, ci serve un supporto internazionale”, ma solo aereo o via mare. Rugibani ha invocato l’aiuto internazionale anche per “costruire lo Stato” in Libia, che è “un presupposto che manca”. Ora “abbiamo un governo – ha detto – ma non abbiamo uno Stato e per questo il governo è fragile. Ci serve un aiuto tecnico internazionale”. Sotto il punto di vista economico, Rugibani ha chiesto soprattutto il sostegno dell’Italia, che è “il primo partner della Libia”. (Rzz/AdnKronos) ISSN 2465 – 1222 19-APR-16 18:41 NNNN

Libia: Mauro, Europa aiuti il paese a “liberarsi” dai condizionamenti esterni

Roma, 19 apr – (Nova) – L’Unione europea deve aiutare i libici a “liberarsi dai condizionamenti internazionali” che hanno creato l’attuale situazione di crisi nell’ex Jamahiriya del colonnello Muhammar Gheddafi. Lo ha detto oggi il senatore Mario Maurodurante il seminario “Libia e Sarraj: la svolta del governo di unita’ nazionale. Analisi e scenari su una stagione da costruire”. L’ex ministro della Difesa italiano ha tracciato un parallelo con lo scenario siriano, dove hanno agito attori internazionali complicando un quadro gia’ complesso di suo. “Probabilmente il voto di Toruk chiama in causa, piu’ o meno direttamente, un paese molto vicino, l’Egitto. E’ altrettanto chiaro che anche la Turchia, paese faro della Fratellanza musulmana all’indomani delle primavere arabe, ha un ruolo in Libia”, ha detto Mauro, in riferimento all’ostruzionismo di alcuni deputati libici che impediscono al parlamento che si riunisce a Tobruk, citta’ libica a pochi chilometri dal confine con l’Egitto, di votare la fiducia al governo di riconciliazione nazionale sostenuto dalle Nazioni Unite. “La vicenda libica e’ una questione in cui rimangono oggettivamente coinvolti anche altri attori, ma non sembra interessare l’Europa”, ha aggiunto il senatore del gruppo Grandi autonomie e liberta’, invitando l’Ue a “non commettere gli errori del passato” che rischierebbero di vanificati i progressi raggiunti finora. (Asc) NNNN

LIBIA: MAHMOUD, ITALIA FACCIA MASSIMO SFORZO A SOSTEGNO GOVERNO SERRAJ =

Incaricato d’affari a Roma, per migranti serve aiuto tutti paesi interessati Roma, 19 apr. (Aki) – “Chiediamo all’Italia e all’Europa di portare avanti massimi e urgenti sforzi di sostegno al governo (di concordia nazionale del premier designato Fayez al-Serraj, ndr) e al popolo libico. Questa sarebbe una prova reale di amicizia nei confronti dei libici”. Lo ha detto l’incaricato d’affari dell’ambasciata libica a Roma, Mokhtar Mahmoud, intervenuto al convegno ‘Libia e Serraj: la svolta nel governo di unità nazionale?’, svoltosi a Roma presso l’Istituto di Santa Maria in Aquiro. Mahmoud, intervenuto a nome dell’ambasciatore Ahmed Safar, si è detto certo che “con il volere di Dio, tra qualche settimana il governo Serraj comincerà a operare”, in quanto “è entrato a Tripoli in base a un accordo firmato da tutte le parti libiche”. “C’è un’opposizione marginale di piccole fazioni”, ha aggiunto, “ma se il popolo libico non fosse stato d’accordo, (Serraj, ndr) non sarebbe potuto entrare a Tripoli”. Il diplomatico ha affrontato anche il tema dell’immigrazione clandestina, che “aggiunge un ulteriore grave problema alla crisi libica”. Il paese – ha detto il diplomatico libico al convegno a cui partecipavano anche il senatore Mario Mauro e il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova – per la sua estensione e per il numero esiguo dei suoi cittadini “non è in grado di gestire il problema da sé, serve l’aiuto di tutti gli Stati interessati dal fenomeno”. Aiuto necessario anche per il rilancio dell’economia libica e per la sua “ricostruzione”, di cui il paese, secondo Mahmoud, “ha un disperato bisogno”. (Rzz/AKI) ISSN 2464 – 9155 19-APR-16 18:33 NNNN

LIBIA: MAHMOUD, ITALIA FACCIA MASSIMO SFORZO A SOSTEGNO GOVERNO SERRAJ (2) =

(AdnKronos/Aki) – Il diplomatico ha affrontato anche il tema dell’immigrazione clandestina, che “aggiunge un ulteriore grave problema alla crisi libica”. Il paese – ha detto il diplomatico libico al convegno a cui partecipavano anche il senatore Mario Mauro e il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova – per la sua estensione e per il numero esiguo dei suoi cittadini “non è in grado di gestire il problema da sé, serve l’aiuto di tutti gli Stati interessati dal fenomeno”. Aiuto necessario anche per il rilancio dell’economia libica e per la sua “ricostruzione”, di cui il paese, secondo Mahmoud, “ha un disperato bisogno”. (Rzz/AdnKronos) ISSN 2465 – 1222 19-APR-16 18:43 NNNN

MIGRANTI: RUGIBANI, MEZZO MLN PRONTI A PARTIRE DA LIBIA =

Incaricato d’affari libico in Vaticano, concordare piano con Italia e Ue Roma, 19 apr. (Adnkronos/Aki) – “Ci sono mezzo milione di persone pronte a partire” dalla Libia verso le sponde meridionali del Mediterraneo. Lo ha affermato Ali Mustafa Rugibani, incaricato d’affari dell’ambasciata di Libia presso la Santa Sede, intervenuto al convegno ‘Libia e Serraj: la svolta nel governo di unità nazionale?’, svoltosi a Roma presso l’Istituto di Santa Maria in Aquiro. Quello dei flussi di migranti nel Mediterraneo e del traffico di esseri umani, secondo Rugibani, “è un problema per la Libia, così come lo è per l’Italia e per tutta l’Europa”. Per questo “sarà importantissimo – secondo il diplomatico – che (il premier designato del governo di concordia nazionale, ndr) Fayez al-Serraj concordi un piano con l’Italia e con l’Europa”. Un piano che – ha detto il diplomatico libico al convegno a cui partecipavano anche il senatore Mario Mauro e il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova – potrebbe essere scritto sulla falsa riga di quello da poco siglato da Ue e Turchia. (Rzz/Adnkronos) ISSN 2465 – 1222 19-APR-16 18:43 NNNN

Migranti:Mauro,Ue non guardi solo a Turchia ma anche a Libia

(ANSAmed) – ROMA, 19 APR – “Se l’Ue concede un percorso privilegiato alla Turchia di Erdogan” per la gestione dei profughi siriani” allora dovrebbe “con altrettanta attenzione lavorare sull’altro versante della crisi, quello della Libia” i cui scenari e implicazioni regionali sono altrettanto complessi. Lo ha detto l’ex ministro della Difesa Mario Mauro in un convegno a Roma. (ANSAmed). GA 19-APR-16 18:56 NNNN

MIGRANTI: MAURO, ACCORDO CON TURCHIA NON BASTA, LAVORARE CON LIBIA =

Roma, 19 apr. (Aki) – “Se l’Ue concede un percorso privilegiato alla Turchia” nella gestione del flusso di migranti, allora “deve lavorare con altrettanta attenzione sull’altro versante della crisi, che è quello libico”. Lo ha affermato il senatore Mario Mauro (Gal), intervenuto al convegno ‘Libia e Serraj: la svolta nel governo di unità nazionale?’, svoltosi a Roma presso l’Istituto di Santa Maria in Aquiro. La crisi libica e l’empasse nel voto di fiducia al governo di Fayez al-Serraj, secondo il senatore, “è sicuramente un problema dei libici, ma in cui sono implicati molti attori” e che “chiama in causa” paesi come l’Egitto e la Turchia. (Rzz/AKI) ISSN 2464 – 9155 19-APR-16 19:03 NNNN

Libia: a Roma convegno sulla “nuova stagione” libica, Italia pronta a intervenire se richiesto

Roma, 19 apr – (Nova) – In attesa del voto di fiducia sul governo di unita’ nazionale l’Italia conferma la sua disponibilita’ ad aiutare la Libia a combattere lo Stato islamico (Is), gestire il fenomeno dell’immigrazione clandestina e sviluppare le infrastrutture. E’ quanto emerge dal seminario “Libia e Sarraj: la svolta del governo di unita’ nazionale. Analisi e scenari su una stagione da costruire” organizzato oggi al Senato. Secondo il sottosegretario agli Affari Esteri, Benedetto Della Vedova, l’Italia e’ pronta a cooperare con le legittime autorita’ istituzionale libiche a partire dai due temi piu’ importanti: lo sradicamento dell’Is e la lotta al traffico di esseri umani. Il contrasto di Daesh (acronimo arabo di Stato islamico dell’Iraq e del Levante), secondo Della Vedova, deve provenire anzitutto dal nuovo esecutivo libico. (segue) (Asc) NNNN

Libia: a Roma convegno sulla “nuova stagione” libica, Italia pronta a intervenire se richiesto (2)

Roma, 19 apr – (Nova) – “E’ importante che questo governo accresca la sua credibilita’ nei confronti del popolo libico”, ha detto Della Vedova, sottolineando che e’ fondamentale la creazione di forze libiche in grado gestire la sicurezza delle frontiere. “Siamo pronti a una cooperazione, laddove richiesto, sul contrasto alle migrazioni irregolari a partire da un intervento di natura umanitaria, attraverso l’Unchr e altre agenzie”, ha detto ancora il sottosegretario Della Vedova. A fianco di questo, ha detto ancora Della Vedova, “c’e’ il tema non secondario di intensificare le relazioni economiche, perche’ il successo nel nuovo processo istituzionale libico si gioca anche sulla possibilita’ di ridare forza all’economia”. Nel processo di consolidamento istituzionale delle nuove autorita’ libiche l’Italia e’ in prima fila. (segue) (Asc) NNNN 

Libia: a Roma convegno sulla “nuova stagione” libica, Italia pronta a intervenire se richiesto (3)

Roma, 19 apr – (Nova) – “Il 12 aprile scorso il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, si e’ recato a Tripoli per incontrare il premier Fayez al Sarraj in una situazione di sostanziale tranquillita’ e sicurezza: non era un risultato scontato”, ha detto il sottosegretario. L’insediamento nella capitale del Consiglio presidenziale guidato da Sarraj, ha aggiunto Della Vedova, e’ stato un primo passo molto importante, a cui pero’ ne dovranno seguire altri. “Ci auguriamo che l’Assemblea di Tobruk arrivi presto a esprimersi” sul nuovo governo di unita’ nazionale, ha aggiunto Della Vedova. (segue) (Asc) NNNN 

Libia: a Roma convegno sulla “nuova stagione” libica, Italia pronta a intervenire se richiesto (4)

Roma, 19 apr – (Nova) – Secondo Mustafa Rugibani, ambasciatore di Libia presso la Santa Sede, l’Unione europea dovrebbe stringere con le nuove autorita’ libiche un accordo sull’immigrazione clandestina sul modello di quello recentemente firmato con la Turchia. Non solo: secondo il diplomatico in Libia ci sono “500 mila persone pronte ad emigrare” via mare verso le coste italiane. Le nuove autorita’ di Tripoli hanno bisogno dell’assistenza di Roma per contrastare i terroristi di Daesh “garantendo supporto aereo e navale”, e non inviando militari sul terreno. “Non ci serve un intervento terrestre, abbiamo gia’ le nostre truppe che sono pronte a combattere”, ha detto il diplomatico libico, ex ministro del Lavoro sotto il governo del premier libico Abdurrahim El Keib. (segue) (Asc) NNNN 

Libia: a Roma convegno sulla “nuova stagione” libica, Italia pronta a intervenire se richiesto (5)

Roma, 19 apr – (Nova) – “La Libia tornera’”, ha detto l’ex ministro del Lavoro libico, spiegando che non appena sara’ possibile saranno ripresi i contatti con “130 aziende italiane che avevano manifestato interesse a investire da noi, ma tutto si e’ fermato dopo l’estate 2014”. Il diplomatico libico si e’ detto ottimista circa il fatto che il premier libico incaricato Fayez al Sarraj riuscira’ a insediare un governo di unita’ nazionale riconosciuto in tutto il paese. “A quel punto l’Italia avra’ la sua fetta in Libia“, ha concluso Rugibani. L’Italia, ha aggiunto l’ambasciatore incaricato presso il Vaticano, puo’ aiutare la Libia a “costruire” uno Stato libico che, nei fatti, non e’ mai esistito. “Abbiamo un governo, ma non abbiamo la cultura delle istituzioni. I politici libici non conosco il concetto di mediazione e compromesso politico”, ha aggiunto Rugibani. Quanto alla questione dei flussi migratori, l’ambasciatore ha detto che “oggi in Libia abbiamo mezzo milione di persone pronte a emigrare: questo e’ un problema per noi, ma anche per l’Italia e l’Europa”. (segue) (Asc) NNNN 

Libia: a Roma convegno sulla “nuova stagione” libica, Italia pronta a intervenire se richiesto (6)

Roma, 19 apr – (Nova) – Mokhtar Mahmud, incaricato d’affari presso l’ambasciata libica a Roma, ha chiesto l’aiuto dell’Italia e della comunita’ internazionale per gestire il fenomeno dell’immigrazione clandestina. “Questo problema e’ un grave fardello che pesa sul popolo libico. La vastita’ dei confini terrestri e marittimi e la scarsita’ del personale a disposizione rendono impossibile, per noi, risolvere un fenomeno di questa portata”, ha detto Mahmud. “Dopo 40 anni di regime, la Libia oggi ha un disperato bisogno di ricostruzione totale sotto l’egida del governo di unita’ nazionale, un governo voluto sia dal popolo libico che dalla comunita’ internazionale. Sappiamo che l’Italia patisce ancora le conseguenze della crisi economica mondiale, ma puo’ offrirci un grande aiuto per realizzare le aspettative del nostro popolo”, ha detto il diplomatico. “I libici oggi sono di fronte a un bivio: o sostengono il governo di unita’ nazionale, l’ultima speranza per realizzare gli impegni assunti con il sostegno dell’Onu, dell’Ue e in particolare della nostra amica Italia; oppure ci sara’ il caos, la guerra, la distruzione e lo smantellamento dello Stato”, ha concluso Mahmud. (segue) (Asc) NNNN 

Libia: a Roma convegno sulla “nuova stagione” libica, Italia pronta a intervenire se richiesto (7)

Roma, 19 apr – (Nova) – Il senatore Mario Mauro, infine, ha spiegato che l’Unione europea dovrebbe aiutare i libici a “liberarsi dai condizionamenti internazionali” che hanno creato l’attuale situazione di crisi nell’ex Jamahiriya del colonnello Muhammar Gheddafi. “Probabilmente il voto di Toruk chiama in causa, piu’ o meno direttamente, un paese molto vicino, l’Egitto. E’ altrettanto chiaro che anche la Turchia, paese faro della Fratellanza musulmana all’indomani delle primavere arabe, ha un ruolo in Libia”, ha detto Mauro, in riferimento all’ostruzionismo di alcuni deputati libici che impediscono al parlamento che si riunisce a Tobruk, citta’ libica a pochi chilometri dal confine con l’Egitto, di votare la fiducia al governo di riconciliazione nazionale sostenuto dalle Nazioni Unite. “La vicenda libica e’ una questione in cui rimangono oggettivamente coinvolti anche altri attori, ma non sembra interessare l’Europa”, ha aggiunto il senatore del gruppo Grandi autonomie e liberta’, invitando l’Ue a “non commettere gli errori del passato” che rischierebbero di vanificati i progressi raggiunti finora. (Asc) NNNN

LPN-INTERVISTA Ambasciatore Libia: Italia venga a ricostruire e creare lavoro

Di Fabio De Ponte Roma, 19 apr. (LaPresse) – Costruire case, strade, ma anche locali e stadi di calcio: questo è il miglior contributo che l’Italia può dare alla stabilizzazione della Libia. L’ambasciatore libico presso la Santa Sede, Alì Mustafà Rugibani, risponde alle domande de LaPresse in un misto di italiano e di inglese. E spiega: la prima questione è l’occupazione. Solo così il Paese potrà tornare alla normalità. DOMANDA: Occorre un intervento militare italiano? RISPOSTA: Sì, ma di terra è impossibile, a causa della storia, del colonialismo. I militari italiani sarebbero vissuti male, sarebbero subito associati al colonialismo. Meglio un sostegno aereo e via mare conro l’Isis, per il controllo dei confini e delle coste. I terroristi vengono dal mare e dal deserto. D. E poi? R. L’Italia può fare il training dei militari e della polizia, può fare molte cose. D. Al di là dell’aspetto militare, cosa può fare l’Italia? R. Bisogna fare progetti: strade, case. Mancano case in tutte le città. Manca tutto, Gheddafi non ha fatto niente. In Libia non c’è neanche un cinema per i giovani. Non ci sono stadi, ce n’è uno solo a Tripoli. I giovani non hanno locali, niente. Bisogna ricostruire la Libia. D. Quindi la chiave di tutto è l’occupazione? L’Italia con gli investimenti, creando occupazione, e il training, potrebbe aiutare molto la stabilità del Paese? R. Sì, esatto. E per farlo bisogna riaprire l’ambasciata italiana a Tripoli. Ci hanno detto che potrebbe aprire in due-tre settimane. Al momento a occuparsi della Libia è il consolato italiano a Tunisi. Ci hanno detto che qualcuno di loro adesso deve andare a Tripoli. Devono andare al più presto. Se l’Italia non apre l’ambasciata e lo fanno altri, non va bene. L’Italia è il nostro primo parter. D. Quali sono le principali difficoltà sulla strada del governo di unità nazionale di Serraj? R. L’Isis, ma anche le milizie. Bisogna disarmare le milizie e far lavorare quelli che ne fanno parte. Bisogna farli entrare nelle forze di sicurezza, nella polizia. Le milizie dei vari gruppi vanno incorporate nell’esercito. Questa è l’unica cosa che deve fare il governo per entrare in controllo di tutto il territorio della Libia. D. E’ possibile? R. Le milizie vogliono solo i soldi, vogliono lavorare. Se il governo li fa lavorare nei militari e nella polizia la situazione andrà sotto controllo. dpn 191908 Apr 2016

== Migranti: Rugibani, 0,5 mln in arrivo da Libia, ci serve aiuto =

(AGI) – Roma, 19 apr. – “C’e’ mezzo milione di persone pronto a partire, con le nostre forze non ce la faremo mai, abbiamo bisogno di aiuto al piu’ presto, dall’Italia e dall’Europa”. Lo dice Ali’ Mustafa’ Rugibani, Incaricato d’affari dell’Ambasciata di Libia presso la Santa Sede, che chiede a Roma e a Bruxelles un aiuto per stabilizzare la situazione in Libia ed evitare che un enorme flusso di migranti provenienti dai paesi africani cerchi la via del Mediterraneo centrale sbarcando sulle coste italiane. “Serve una soluzione immediata – dice Rugibani – e la soluzione dovrebbe essere un accordo con l’Unione europea sul modello di quello siglato da Bruxelles con la Turchia. Abbiamo centinaia di migliaia di persone che premono ai confini del nostro Paese e mezzo milione sono pronti a partire, le milizie che operano sul territorio stanno lucrando su questi traffici, bisogna fermarli”. Rugibani, intervenendo al convegno “Libia e Serraj: la svolta nel governo di unita’ nazionale?”, promosso dalla Camera di Commercio italo-libica, aggiunge che “la questione della sicurezza in Libia oggi e’ la principale delle questioni, la piu’ importante. Se non si risolve questo passaggio tutto il resto sara’ inutile. Abbiamo centinaia di chilometri di costa, 7.200 chilometri di frontiere terrestri, l’Europa deve aiutarci, con le nostre forze non ce la faremo mai. E’ necessario ricostituire un esercito, delle forze di polizia, dei servizi di sicurezza”. Il diplomatico, che ha partecipato alla rivoluzione contro il regime di Gheddafi ed e’ stato ministro del Lavoro del primo governo libico del post Rais, apprezza la proposta che l’Italia sta sottoponendo in queste ore all’Europa, ovvero una sorta di ‘migration act’ per dare risposte alla questione migranti. “Ma serve di piu” – aggiunge – serve un accordo come quello che l’Europa ha fatto con la Turchia”. Rugibani infine, si dice convinto del fatto che il governo di concordia nazionale del premier designato Fayez al-Serraj otterra” la fiducia dei parlamentari della Camera dei Rappresentanti libica: “ho parlato proprio qualche giorno fa con al-Serraj, sono certo che la sua iniziativa avra” successo”. (AGI) Mgm 191831 APR 16 NNNN

Libia: Rugibani, non vogliamo soldati stranieri contro Daesh =

(AGI) – Roma, 19 apr. – La Libia non “vuole soldati stranieri che vengano nel Paese” per combattere l’estremismo islamista. Lo ha detto Ali’ Mustafa’ Rugibani, Incaricato d’affari dell’Ambasciata di Libia presso la Santa Sede, intervenendo al convegno “Libia e Serraj: la svolta nel governo di unita’ nazionale?”. Rugibani ha premesso di non voler parlare a nome del governo di concordia nazionale guidato dal premier designato Faye, al-Serraj, ma ha aggiunto che “la gran parte del popolo libico la pensa come me”. “Nel 2013 Daesh in Libia non c’era, non esisteva, c’erano 200 islamisti a Derna, non di piu” – premette Rugibani – ma oggi e’ una realta” che ci sia. Per far fronte a Daesh abbiamo certamente bisogno dell’Italia e dell’Europa, ma non certo di un intervento terrestre. Non vogliamo altri soldati stranieri sul terreno, ma ci serve sostegno via mare e via aerea”. “Se dipendiamo dagli Stati Uniti – ha concluso Rugibani – ci sara” ben poco da fare, gli americani di sicuro non faranno nulla. Per far fronte a Daesh abbiamo bisogno dell’Italia e dell’Europa”. (AGI) Mgm 191832 APR 16 NNNN

Libia: ambasciatore in Vaticano auspica accordo su immigrazione su modello Ue-Turchia

Roma, 19 apr – (Nova) – L’Unione europea dovrebbe stringere con le nuove autorita’ libiche un accordo sull’immigrazione clandestina sul modello di quello recentemente firmato con la Turchia. Lo ha detto oggi Mustafa Rugibani, ambasciatore di Libia presso la Santa Sede, durante il seminario “Libia e Sarraj: la svolta del governo di unita’ nazionale. Analisi e scenari su una stagione da costruire” organizzato oggi al Senato. “La Libia tornera’”, ha detto l’ex ministro del Lavoro libico, spiegando che non appena sara’ possibile saranno ripresi i contatti con “130 aziende italiane che avevano manifestato interesse a investire da noi, ma tutto si e’ fermato dopo l’estate 2014”. Il diplomatico libico si e’ detto ottimista circa il fatto che il premier libico incaricato Fayez al Sarraj riuscira’ a insediare un governo di unita’ nazionale riconosciuto in tutto il paese. “A quel punto l’Italia avra’ la sua fetta in Libia”, ha conclusoRugibani. (Asc) NNNN

Amb. Libia in Santa Sede, ‘non vogliamo soldati stranieri’

Rugibani, ma chiediamo sostegno di Italia ed Europa (ANSAmed) – ROMA, 19 APR – “Abbiamo bisogno del sostegno dell’Italia e dell’Europa per far fronte a Daesh, ma non abbiamo bisogno di soldati stranieri che vengano a combattere sul suolo libico perché abbiamo le nostre truppe”. Lo ha affermato il Rappresentante della Libia presso la Santa Sede Ali Mustafa Rugibani. (ANSAmed). GA 19-APR-16 18:25 NNNN

LIBIA: RUGIBANI, NO SOLDATI STRANIERI SUL TERRENO =

Incaricato d’affari in Vaticano, abbiamo bisogno di sostegno Italia e Ue Roma, 19 apr. (Aki) – Per far fronte alle sfide con cui si confronta in materia di sicurezza, di lotta all’estremismo e al sedicente Stato islamico (Is), “la Libia ha bisogno del sostegno dell’Italia e dell’Europa, ma non di un intervento di terra di truppe straniere”. Lo ha detto Ali Mustafa Rugibani, incaricato d’affari dell’ambasciata di Libia presso la Santa Sede, intervenuto al convegno ‘Libia e Serraj: la svolta nel governo di unità nazionale?’, svoltosi a Roma presso l’Istituto di Santa Maria in Aquiro. “Non vogliamo – ha detto il diplomatico – soldati stranieri che vengano a combattere sul nostro territorio. Abbiamo truppe nostre, ci serve un supporto internazionale”, ma solo aereo o via mare. Rugibani ha invocato l’aiuto internazionale anche per “costruire lo Stato” in Libia, che è “un presupposto che manca”. Ora “abbiamo un governo – ha detto – ma non abbiamo uno Stato e per questo il governo è fragile. Ci serve un aiuto tecnico internazionale”. Sotto il punto di vista economico, Rugibani ha chiesto soprattutto il sostegno dell’Italia, che è “il primo partner della Libia”. (Rzz/AKI) ISSN 2464 – 9155 19-APR-16 18:12 NNNN

Libia: ambasciatore presso la Santa Sede, “500 mila persone pronte a emigrare” in Italia

Roma, 19 apr – (Nova) – In Libia ci sono “500 mila persone pronte ad emigrare” via mare verso le coste italiane. Lo ha detto oggi Mustafa Rugibani, ambasciatore di Libia presso la Santa Sede, durante il seminario “Libia e Sarraj: la svolta del governo di unita’ nazionale. Analisi e scenari su una stagione da costruire” organizzato al Senato. Le nuove autorita’ di Tripoli hanno bisogno dell’assistenza di Roma per contrastare i terroristi di Daesh “garantendo supporto aereo e navale”, e non inviando militari sul terreno. “Non ci serve un intervento terrestre, abbiamo gia’ le nostre truppe che sono pronte a combattere”, ha detto il diplomatico libico, ex ministro del Lavoro sotto il governo del premier libico Abdurrahim El Keib. L’Italia, ha aggiunto l’ambasciatore incaricato presso il Vaticano, puo’ aiutare la Libia a “costruire” uno Stato libico che, nei fatti, non e’ mai esistito: “Abbiamo un governo, ma non abbiamo la cultura delle istituzioni. I politici libici non conosco il concetto di mediazione e compromesso politico”, ha aggiunto Rugibani. Quanto alla questione dei flussi migratori, l’ambasciatore ha detto che “oggi in Libia abbiamo mezzo milione di persone pronte a emigrare: questo e’ un problema per noi, ma anche per l’Italia e l’Europa”. (Asc) NNNN

LPN-Libia, ambasciatore: Aiutateci a costruire uno Stato

Roma, 19 apr. (LaPresse) – “In 42 anni di regime di Gheddafi non è stato creato uno Stato. C’era in Egitto, in Tunisia, ma non da noi. Ora dobbiamo costruire uno Stato e per farlo abbiamo bisogno delle competenze e delle capacità tecniche della comunità internazionale”. Lo ha detto Alì Mustafà Rugibani, Incaricato d’affari dell’ambasciata di Libia presso la Santa Sede, intervenendo al convegno ‘Libia e Serraj: la svolta nel governo di unità nazionale. Analisi e scenari su una stagione da costruire’ presso l’Istituto di Santa Maria in Aquiro. dpn/ddn 191625 Apr 2016

LPN-TOP Migranti, Libia: Serve un accordo come quello con la Turchia

Roma, 19 apr. (LaPresse) – “Abbiamo bisogno di aiuto per combattere la migrazione clandestina. Avremmo bisogno di un accordo simile a quello che è stato appena siglato tra l’Ue e la Turchia”. Lo ha detto Alì Mustafà Rugibani, Incaricato d’affari dell’ambasciata di Libia presso la Santa Sede, intervenendo al convegno ‘Libia e Serraj: la svolta nel governo di unità nazionale. Analisi e scenari su una stagione da costruire’ presso l’Istituto di Santa Maria in Aquiro. dpn/ddn 191621 Apr 2016

LPN-TOP Migranti, Libia: Da noi mezzo milione pronto a partire

Roma, 19 apr. (LaPresse) – “Da noi c’è mezzo milione di persone pronte a partire. Si parla molto di quelli che muoiono in mare, mai di quelli che muoiono nel deserto senza neanche arrivare alla costa”. Lo ha detto Alì Mustafà Rugibani, Incaricato d’affari dell’ambasciata di Libia presso la Santa Sede, intervenendo al convegno ‘Libia e Serraj: la svolta nel governo di unità nazionale. Analisi e scenari su una stagione da costruire’ presso l’Istituto di Santa Maria in Aquiro. dpn 191620 Apr 2016

LPN-TOP Libia: Serve sostegno Italia via mare e aerea, non su suolo

Roma, 19 apr. (LaPresse) – “Abbiamo bisogno del sostegno dell’Italia e dell’Europa per fare fronte a Daesh. Non abbiamo bisogno di un intervento terrestre, abbiamo già i nostri soldati sul suolo libico, abbiamo truppe pronte a combattere. Ma abbiamo bisogno invece del sostegno internazionale via mare e via aerea”. Lo ha detto Alì Mustafà Rugibani, Incaricato d’affari dell’ambasciata di Libia presso la Santa Sede, intervenendo al convegno ‘Libia e Serraj: la svolta nel governo di unità nazionale. Analisi e scenari su una stagione da costruire’ presso l’Istituto di Santa Maria in Aquiro. dpn/bor 191617 Apr 2016

LIBIA: MAHMOUD, ITALIA FACCIA MASSIMO SFORZO A SOSTEGNO GOVERNO SERRAJ =

Incaricato d’affari a Roma, per migranti serve aiuto tutti paesi interessati Roma, 19 apr. (AdnKronos/Aki) – “Chiediamo all’Italia e all’Europa di portare avanti massimi e urgenti sforzi di sostegno al governo (di concordia nazionale del premier designato Fayez al-Serraj, ndr) e al popolo libico. Questa sarebbe una prova reale di amicizia nei confronti dei libici”. Lo ha detto l’incaricato d’affari dell’ambasciata libica a Roma, Mokhtar Mahmoud, intervenuto al convegno ‘Libia e Serraj: la svolta nel governo di unità nazionale?’, svoltosi a Roma presso l’Istituto di Santa Maria in Aquiro. Mahmoud, intervenuto a nome dell’ambasciatore Ahmed Safar, si è detto certo che “con il volere di Dio, tra qualche settimana il governo Serraj comincerà a operare”, in quanto “è entrato a Tripoli in base a un accordo firmato da tutte le parti libiche”. “C’è un’opposizione marginale di piccole fazioni”, ha aggiunto, “ma se il popolo libico non fosse stato d’accordo, (Serraj, ndr) non sarebbe potuto entrare a Tripoli”. (segue) (Rzz/AdnKronos) ISSN 2465 – 1222 19-APR-16 18:43 NNNN

LIBIA: MAHMOUD, ITALIA FACCIA MASSIMO SFORZO A SOSTEGNO GOVERNO SERRAJ (2) =

(AdnKronos/Aki) – Il diplomatico ha affrontato anche il tema dell’immigrazione clandestina, che “aggiunge un ulteriore grave problema alla crisi libica”. Il paese – ha detto il diplomatico libico al convegno a cui partecipavano anche il senatore Mario Mauro e il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova – per la sua estensione e per il numero esiguo dei suoi cittadini “non è in grado di gestire il problema da sé, serve l’aiuto di tutti gli Stati interessati dal fenomeno”. Aiuto necessario anche per il rilancio dell’economia libica e per la sua “ricostruzione”, di cui il paese, secondo Mahmoud, “ha un disperato bisogno”. (Rzz/AdnKronos) ISSN 2465 – 1222 19-APR-16 18:43 NNN

Ambasciata Libia a Italia, serve sostegno a Serraj

Incaricato d’affari, richiesta vale anche all’Europa (ANSAmed) – ROMA, 19 APR – “La nostra richiesta all’Italia in primo luogo e all’Europa è di portare avanti massimi e urgenti sforzi di sostegno al governo Serraj e al popolo libico”. Lo ha affermato MokhtarMahmud Gashir, incaricato d’affari dell’Ambasciata libica in un convegno a Roma. La questione migranti, ha detto ancora, “in questo momento aggiunge un grave peso sul popolo libico. Ma l’estensione e la vastità dei confini marittimi e terrestri non consentono alla Libia di risolvere il problema da sé e ha bisogno dell’aiuto di tutti i Paesi interessati al fenomeno”. (ANSAmed). GA 19-APR-16 18:41 NNNN

Libia: ambasciata a Roma chiede aiuto all’Italia per gestire immigrazione clandestina

Roma, 19 apr – (Nova) – La Libia ha bisogno dell’Italia e della comunita’ internazionale per gestire il fenomeno dell’immigrazione clandestina. Lo ha detto oggi Mokhtar Mahmud, incaricato d’affari presso l’ambasciata libica a Roma, durante il seminario “Libia e Sarraj: la svolta del governo di unita’ nazionale. Analisi e scenari su una stagione da costruire”. “Il problema dell’immigrazione clandestina e’ un grave fardello che pesa sul popolo libico. La vastita’ dei confini terrestri e marittimi e la scarsita’ del personale a disposizione rendono impossibile, per noi, risolvere un fenomeno di questa portata”, ha detto Mahmud. “Dopo 40 anni di regime, la Libia oggi ha un disperato bisogno di ricostruzione totale sotto l’egida del governo di unita’ nazionale, un governo voluto sia dal popolo libico che dalla comunita’ internazionale. Sappiamo che l’Italia patisce ancora le conseguenze della crisi economica mondiale, ma puo’ offrirci un grande aiuto per realizzare le aspettative del nostro popolo”, ha detto il diplomatico. “I libici oggi sono di fronte a un bivio: o sostengono il governo di unita’ nazionale, l’ultima speranza per realizzare gli impegni assunti con il sostegno dell’Onu, dell’Ue e in particolare della nostra amica Italia; oppure ci sara’ il caos, la guerra, la distruzione e lo smantellamento dello Stato”, ha concluso Mahmud. (Asc) NNNN

LIBIA, DELLA VEDOVA: COOPERAZIONE SU BINARIO POLITICO ED ECONOMICO (1)

(9Colonne) Roma, 19 apr – La recente visita di Gentiloni in Libia “non era un risultato scontato nel 2013 e neanche nel 2015, avere un governo riconosciuto dalla maggior parte degli stakeholder locali, e speriamo che presto possa riconoscerlo anche il governo di Tobruk è un traguardo importante”. Lo dice il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova, che ha aperto in Senato i lavori del convegno ‘Libia e Serraj: la svolta nel governo di unità nazionale?’. Spiega Della Vedova che “Ci è voluta pazienza” a tenere il filo delle trattative ma “questo filo ha tessuto una trama che sembra solida: adesso c’è da tessere le capacità dell’institution building consci di avere forza vera sul terreno e di accompagnare un processo costituzionale che si sta tenendo e di cui si parla poco”. In questo contesto “l’Italia deve continuare ad accompagnare lo sforzo, che è soprattutto libico”, consapevoli che ” la vicinanza geografica pone problemi e sfide comuni come il traffico di esseri umani, ma pone come successo in passato in modo contraddittorio anche delle possibilità economiche importanti, che speriamo in futura saranno meno contradditorie”. (SEGUE) 191619 APR 16

LIBIA, DELLA VEDOVA: COOPERAZIONE SU BINARIO POLITICO ED ECONOMICO (2)

(9Colonne) Roma, 19 apr – La cooperazione italiana, spiega ancora Della Vedova, deve puntare a “legare l’attenzione all’evoluzione della Libia con una discussione più ampia sulle relazioni che potranno seguire dal punto di vista economico degli investimenti e delle relazioni commerciali. Noi siamo pronti con tutta la comunità internazionale a una cooperazione basata sullo sradicamento di Daesh dal territorio libico, al contrasto al traffico esseri umani e sulle migrazioni a partire da un intervento umanitario in territorio libico. La fotografia attuale non è tutta rosa e l’evoluzione positiva non è scontata ma abbiamo raggiunto un risultato che non era facilmente preventivabile e dobbiamo andare avanti con la forza della determinazione”. (Sis) 191619 APR 16

LPN-Libia, Della Vedova: Appena condizioni di sicurezza riapriremo ambasciata

Roma, 19 apr. (LaPresse) – “Saremo al fianco del nuovo governo libico per dare l’aiuto richiesto dove necessario. L’Italia ha avuto un ruolo finora perché non abbiamo mai smesso di sostenere questo processo di formazione di un Governo di unità nazionale. Appena ci saranno le condizioni di sicurezza, non ci saranno ostacoli alla riapertura dell’ambasciata italiana”. Lo ha detto il sottosegretario agli Affari esteri e alla cooperazione internazionale, Benedetto Della Vedova, intervenendo al convegno ‘Libia e Serraj: la svolta nel governo di unità nazionale. Analisi e scenari su una stagione da costruire’ presso l’Istituto di Santa Maria in Aquiro. dpn/bor 191636 Apr 2016

Libia: Della Vedova, pronti a cooperazione su lotta a Stato islamico e traffico di esseri umani

Roma, 19 apr – (Nova) – L’Italia insieme alla comunita’ internazionale e’ pronta a cooperare con le legittime autorita’ istituzionale libiche a partire dai due temi piu’ importanti: lo sradicamento dello Stato islamico (Is) e la lotta al traffico di esseri umani. Lo ha detto oggi a Roma il sottosegretario agli Affari Esteri, Benedetto Della Vedova, durante il seminario “Libia e Sarraj: la svolta del governo di unita’ nazionale. Analisi e scenari su una stagione da costruire”. Lo lotta contro Daesh (acronimo arabo di Stato islamico dell’Iraq e del Levante), secondo Della Vedova, deve provenire anzitutto dal nuovo esecutivo libico. “E’ importante che questo governo accresca la sua credibilita’ nei confronti del poopolo libico”, ha detto Della Vedova, sottolineando che e’ fondamentale la creazione di forze libiche in grado gesitre la sicurezza delle frontiere. “Siamo pronti a una cooperazione, laddove richiesto, sul contrasto alle migrazioni irregolari a partire da un intervento di natura umanitaria, attraverso l’Unchr e altre agenzie”, ha detto ancora il sottosegretario Della Vedova. (segue) (Asc) NNNN

Libia: Della Vedova, pronti a cooperazione su lotta a Stato islamico e traffico di esseri umani (2)

Roma, 19 apr – (Nova) – A fianco di questo, ha detto ancora Della Vedova, “c’e’ il tema non secondario di intensificare le relazioni economiche, perche’ il successo nel nuovo processo istituzioale libico si gioca anche sulla possibilita’ di ridare forza all’economia”. Nel processo di consolidamento istituzonale delle nuove autorita’ libiche l’Italia e’ in prima fila. “Il 12 aprile scorso il ministro degli Esteri, Paolo Getiloni, si e’ recato a Tripoli per incontrare il premier Fayez al Sarraj in una situazione di sostanziale tranquillita’ e sicurezza: non era un risultato scontato”, ha detto il sottosegretario. L’insediamento nella capitale del Cosiglio presidenziale guidato da Sarraj, ha aggiunto Della Vedevova, e’ stato un primo passo molto importante, a cui pero’ ne dovranno seguire altri. “Ci auguriamo che l’Assemblea di Tobruk arrivi presto a esprimersi” sul nuovo governo di unita’ azionale, ha aggiunto Della Vedova. (Asc) NNNN

Della Vedova, ‘pronti a cooperare se richiesto’ con la Libia

Per contrasto a Daesh e contro immigrazione clandestina (ANSAmed) – ROMA, 19 APR – “Siamo pronti a una cooperazione con le autorità libiche a partire dallo sradicamento di Daesh dal territorio libico così come a una cooperazione, laddove richiesto e alle condizioni concordate per il contrasto al traffico di esseri umani e all’immigrazione clandestina”. Lo ha detto il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova sottolineando che, anche per la sicurezza, “è importante che questo governo (del premier Serraj, ndr) cresca nella sua credibilità nei confronti del popolo libico. Della Vedova si è augurato che “anche Tobruk arrivi a esprimersi in modo positivo”, spiegando che l’insediamento di Serraj a Tripoli “è un fatto storico ma è solo un primo passo” e che “la comunità internazionale – e l’Europa e l’Italia ne sono ben consapevoli – deve continuare ad accompagnare lo sforzo che i libici stanno facendo”. (ANSAmed). GA 19-APR-16 18:14 NNNN

LIBIA: DELLA VEDOVA, PRONTI A COOPERAZIONE SICUREZZA A CONDIZIONI CONCORDATE =

Roma, 19 apr. (Aki) – Sul tema della sicurezza, l’Italia è “pronta alla cooperazione” con il governo di concordia nazionale del premier designato Fayez al-Serraj per “lo sradicamento del Daesh dal territorio libico” e, “laddove richiesta e a condizioni concordate, per far fronte al problema del traffico di esseri umani”. Lo ha affermato il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova, intervenuto al convegno ‘Libia e Serraj: la svolta nel governo di unità nazionale?’, svoltosi a Roma presso l’Istituto di Santa Maria in Aquiro. Della Vedova ha parlato dell’insediamento a Tripoli di Serraj come di un “primo passo importante”, per il quale “c’è voluta pazienza e costanza, che soprattutto noi italiani abbiamo esercitato”. Ora la sfida, secondo il sottosegretario, è “dare forza vera alle istituzioni” e per questo “l’Italia deve continuare a sostenere lo sforzo che soprattutto i libici stanno facendo”. “Tema non secondario – secondo Della Vedova – è la necessità di intensificare le relazioni economiche” bilaterali, indebolite dalla lunga crisi libica. “Il successo del governo di Serraj – ha sottolineato Della Vedova – si basa anche sulla sua capacità di ridare forza all’economia”. (Rzz/AKI) ISSN 2464 – 9155 19-APR-16 19:01 NNNN

LIBIA: DELLA VEDOVA, PRONTI A COOPERAZIONE SICUREZZA A CONDIZIONI CONCORDATE =

Roma, 19 apr. (AdnKronos/Aki) – Sul tema della sicurezza, l’Italia è “pronta alla cooperazione” con il governo di concordia nazionale del premier designato Fayez al-Serraj per “lo sradicamento del Daesh dal territorio libico” e, “laddove richiesta e a condizioni concordate, per far fronte al problema del traffico di esseri umani”. Lo ha affermato il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova, intervenuto al convegno ‘Libia e Serraj: la svolta nel governo di unità nazionale?’, svoltosi a Roma presso l’Istituto di Santa Maria in Aquiro. Della Vedova ha parlato dell’insediamento a Tripoli di Serraj come di un “primo passo importante”, per il quale “c’è voluta pazienza e costanza, che soprattutto noi italiani abbiamo esercitato”. Ora la sfida, secondo il sottosegretario, è “dare forza vera alle istituzioni” e per questo “l’Italia deve continuare a sostenere lo sforzo che soprattutto i libici stanno facendo”. “Tema non secondario – secondo Della Vedova – è la necessità di intensificare le relazioni economiche” bilaterali, indebolite dalla lunga crisi libica. “Il successo del governo di Serraj – ha sottolineato Della Vedova – si basa anche sulla sua capacità di ridare forza all’economia”. (Rzz/AdnKronos) ISSN 2465 – 1222 19-APR-16 19:06 NNNN