Cosa cambia dopo la nascita del cavo sottomarino tra Libia e Grecia?

L’annuncio della Libyan International Telecoms Company (LITC), sussidiaria della Libyan Post Telecommunications e Information Technology Company (LPTIC) di aver completato il progetto del cavo sottomarino Silphium che collega la Libia con la Grecia (di proprietà dello Stato libico) è una notizia che si inserisce all’interno dei nuovi equilibri euromediterranei alla voce energia. I due paesi, come è noto, hanno ricominciato un dialogo anche alla luce delle dinamiche legate agli accordi per la Zee.

Si tratta di un progetto della capacità complessiva di 70 gigabyte, che permetterà al paese di avere una capacità Internet totale di 370 gigabyte, avviando di fatto la sua trasformazione digitale. 

Secondo il presidente di LPTIC Faisal Gergab “il completamento di questo progetto è un grande successo per il settore delle telecomunicazioni e il rafforzamento del ruolo strategico della Libia a livello regionale, e un sostenitore essenziale del piano di trasformazione digitale del paese che LPTIC cerca di raggiungere nel prossimo periodo.”

Adel Abu Fares, presidente di LITC, ha aggiunto che “il cavo sottomarino Silphium, di proprietà dello Stato libico al 100%, contribuirà notevolmente a servire il settore delle telecomunicazioni e sosterrà il piano di trasformazione digitale del Paese. È anche un progetto internazionale che conferma l’importanza della posizione geografica strategica del nostro Paese e del legame tra i continenti del mondo”.

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Chi si attovaglierà al Forum internazionale libico per le piccole e medie imprese

Sarà posticipato di un mese il Forum internazionale libico per le piccole e medie imprese, che aprirà i battenti dal 1 al 4 novembre, grazie allo sforzo del Programma nazionale del Ministero dell’Economia e del Commercio per le Piccole e Medie Imprese e sostenuto dal Ministero dell’Economia e del Commercio.

Oltre al meeting ”Le piccole e medie imprese e il loro ruolo nel sostegno all’economia nazionale – Realtà e ambizioni”, è prevista una mostra, un workshop, oltre ad una serie di iniziative della società civile per promuovere il settore delle PMI e la formazione e lo sviluppo degli imprenditori.

Più in generale si tratta di un’iniziativa per provare a far ripartire le imprese in un’ottica di rigenerazione, finanziaria e politica oltre che misurare il livello di attenzione dei players esterni.

Sul punto si registra l’attivismo di Expertise France che ha pubblicato recentemente un paper dedicato alle esigenze delle imprese libiche per i servizi di supporto.  Si tratta di una vera e propria cartina di tornasole dettagliata, utile sia per investitori internazionali che per attuatori di aiuti allo sviluppo, con l’obiettivo di migliorare i progetti di assistenza tecnica. Un esempio di attivismo che dovrebbe essere seguito anche dall’Italia.

Due giorni fa a Berlino è svolta ieri una giornata libico-tedesca nell’ambito dei lavori del 24° Forum economico arabo-tedesco. La Libia era rappresentata dal ministro dell’Economia e del commercio, dal ministro del petrolio, dal presidente del Consiglio per le privatizzazioni e gli investimenti (PIB), dall’ambasciatore libico in Germania, ida presidente della General Electricity Company of Libya (GECOL) e dal capo dell’Unione delle Camere di Commercio libiche. A margine del forum, si è tenuto anche un incontro bilaterale tra la delegazione libica e la delegazione saudita partecipante al forum.

Libia, il giallo Hce sulla date delle elezioni 

In attesa del vertice internazionale sulla Libia del 12 novembre, che seguirà il G20 di Roma, giunge la notizia della data per le elezioni politiche: si terranno a gennaio 2022, un mese dopo quelle presidenziali di dicembre 2021.

Secondo quanto diffuso dal portavoce Abdallah Blichek l’elezione dei membri della Camera dei rappresentanti avverrà 30 giorni dopo l’elezione del presidente: “Negli ultimi anni il Paese non è riuscito a stabilizzarsi attraverso il sistema parlamentare. Per la Camera dei Rappresentanti era necessario indire le elezioni presidenziali il prima possibile”.

Un piccolo giallo riguarda il Consiglio supremo libico (Hce), organo che per il momento non ha commentato, anche se in precedenza aveva annunciato di respingere la legge elettorale approvata lunedì scorso, sottolineando che l’organismo non era mai stato consultato. L’HCE si era anche opposto alla legge sulle elezioni presidenziali, affermando che era “su misura” per favorire l’uomo forte della Libia orientale, Khalifa Haftar.

Libia, c’è il piano per far uscire le forze straniere

Accompagnare le forze straniere (mercenari, soldati e mezzi) fuori dalla Libia in attesa delle elezioni del prossimo dicembre. Se ne è discusso oggi Ginevra in occasione del vertice della Commissione militare congiunta 5+5 (5+5 JMC), che si svolge in conformità con l’accordo di cessate il fuoco del 23 ottobre 2020 e le pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

L’inviato speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite e capo dell’UNSMIL Ján Kubiš, ha messo l’accento sugli impatti diretti agli sviluppi complessivi del paese, sulla riconquista di sovranità, stabilità, sicurezza e unità. “Tutti capiscono quanto questo incontro sia critico per il bene del Paese; tutti capiscono che se riuscirai a riunirti e concordare un tale piano d’azione invierai un segnale, non solo ai leader politici e alle istituzioni del paese, ma un segnale di speranza anche alla tua gente che le cose possono muoversi”.

Ha inoltre sottolineato che la questione è complessa, poiché non riguarda solo la Libia, ma riguarda anche i paesi regionali e la comunità internazionale. “L’ONU, insieme ai suoi partner internazionali, è pronta a sostenerti questo sforzo, nella massima misura possibile, anche attraverso il dispiegamento di osservatori del cessate il fuoco delle Nazioni Unite”.

Un messaggio, chiaro, rivolto all’esterno del paese dove si gioca un’altra partita che però va intrecciata in maniera stringata a quella tutta interna. 

Italia-Libia: no ad accordi che calpestano i diritti umani. Chi ha firmato l’appello al Parlamento

L’Italia abbandoni le politiche di deterrenza e contenimento e si concentri piuttosto sulla salvaguardia e protezione di uomini donne e bambini nel rispetto dei loro diritti umani. È quanto hanno chiesto le organizzazioni ActionAid, Amnesty International e Medici Senza Frontiere, ieri in audizione alle commissioni congiunte esteri e difesa di Camera e Senato. Gravi i profili di criticità, avvertono le organizzazioni, riscontrati nel Decreto Missioni, varato dal governo, che conferma per il quinto anno consecutivo il supporto alla Guardia Costiera Libica e all’Amministrazione Generale per la Sicurezza Costiera. 

“Se il Parlamento approverà il rinnovo, – osservano – l’Italia non solo continuerà a finanziare e sostenere l’attività di intercettazione in mare e lo sbarco nei porti libici di rifugiati e migranti, ma aumenterà i fondi per queste attività con 500 mila euro in più rispetto al 2020” osservano le organizzazioni. Crescono anche i finanziamenti per le missioni Irini e Mare Sicuro, che prevedono azioni a sostegno delle forze libiche, con un aumento rispettivamente di circa 15 e 17 milioni rispetto al 2020. Viene inoltre prorogato il dispiegamento di una nave italiana a Tripoli, a supporto delle forze navali libiche. Intanto in Libia migranti e rifugiati continuano ad essere sistematicamente esposti al rischio di detenzione arbitraria e ad altri gravi abusi dei loro diritti. Nei centri di detenzione, in cui vengono trattenuti illegalmente e a tempo indeterminato immediatamente dopo l’intercettazione in mare e lo sbarco in Libia, le condizioni di vita continuano ad essere disumane. Il numero delle persone detenute è cresciuto significativamente negli ultimi mesi, mentre continuano a venire documentati casi di torture, violenze sessuali e sfruttamento. A seguito di ripetuti episodi di violenza contro migranti e rifugiati, a giugno Medici Senza Frontiere ha annunciato la sospensione temporanea delle attività in due centri di detenzione di Tripoli.

A partire dalla firma del Memorandum d’Intesa siglato con l’allora Governo di Accordo Nazionale nel febbraio 2017, l’Italia ha svolto un ruolo chiave nell’ideazione e nell’attuazione delle politiche di contenimento dei flussi migratori. Dei quasi 100 milioni di euro stanziati per il controllo dei confini terrestri e marittimi del Paese, circa un terzo è stato finanziato dal Decreto missioni: una spesa completamente svincolata dall’adozione di misure necessarie ad evitare lo sbarco in Libia delle persone soccorse o intercettate in mare, o per garantire il rispetto dei diritti di rifugiati e migranti in Libia. Con ciò, l’Italia si è resa corresponsabile per le violazioni e gli abusi commessi in Libia. In una memoria firmata anche da Human Rights Watch e trasmessa a Deputati e Senatori membri delle commissioni interessate, le organizzazioni hanno ribadito l’urgenza di modificare i termini della cooperazione con la Libia.

“Sollecitiamo il Parlamento a revocare qualsiasi sostegno alla Guardia Costiera Libica e alla Amministrazione Generale per la Sicurezza Costiera, condizionando qualsiasi intesa all’adozione da parte libica di concrete misure a garanzia dei diritti di rifugiati e migranti, compreso l’impegno a sbarcare persone soccorse in mare in un porto sicuro, che non può essere in Libia”.

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Dubbi libici sul memorandum con la Turchia?

Dubbi libici sul memorandum con la Turchia? Stando alle parole del presidente della Camera dei rappresentanti libica, Agila Saleh, si. Ospite ad Atene dove è stato ricevuto dal ministro degli esteri Nikos Dendias, ha detto che “il Consiglio di Presidenza, il cui mandato è scaduto, non aveva il potere di concludere accordi o memorandum che non siano stati ratificati dalla Camera dei Rappresentanti”. 

Secondo Dendias, “ciò che serve – e tu lo rappresenti nel modo più chiaro – è permettere al popolo libico di esprimere la sua volontà prevalente alle elezioni. E affinché ciò accada, tutte le forze e i mercenari stranieri devono lasciare il territorio della Libia”. In questo contesto, ha assicurato che la Grecia farà tutto il possibile per aiutare in questa direzione.

Nel suo discorso Saleh ha aggiunto: “Insistiamo sulla protezione della sovranità, della terra, del mare, dell’aria della Libia e rifiutiamo qualsiasi azione che miri alla sicurezza del Mediterraneo. Esortiamo con forza la rimozione delle forze straniere e dei mercenari e sosteniamo lo svolgimento delle elezioni alla loro scadenza. Il popolo greco e libico possono assicurare la pace. C’è una grande differenza tra chi difende la propria patria e il diritto alla vita e per chi vuole imporre la sua egemonia su un altro Paese e impadronirsi dei beni di quel Paese”.

Ha fatto particolare riferimento ai legami senza tempo tra i due paesi. “La nostra visita fa parte della risposta al nobile invito del Parlamento greco. Una breve visita in un Paese amico, ma tenendo presente l’atemporalità delle relazioni tra di noi, sottolineando che le culture che ci legano sono ricche di filosofia, valori universali, stretti legami culturali. Indubbiamente apprezziamo molto le buone relazioni che sono legate alla Grecia e onoriamo in particolare la decisione di aprire e gestire il consolato greco a Bengasi, dove sarà un collegamento tra greci e libici, soprattutto uomini d’affari. Abbiamo bisogno dei nostri amici greci nel prossimo periodo e soprattutto nel periodo della ricostruzione della Libia”.

Al termine dell’incontro, Dendias ha consegnato al presidente della Camera dei rappresentanti libica una corona d’oro “nella speranza di coronare la vittoria della Repubblica e la stabilità in Libia”.

Libya Construction Expo: Tripoli prova a ripartire (davvero)

Una kermesse internazionale con imprenditori, operatori del settore e referenti delle organizzazioni professionali. Dal 28 giugno al 1 luglio la Libia prova a riaccendere i motori del business e dell’internazionalizzazione, con il Libya Construction Expo, ospitato presso la Fiera di Tripoli. Sarà l’occasione per le circa 150 aziende presenti per riaffacciarsi sul mercato libico, attraversato da una nuova fase iniziata con il governo che porterà il paese alle elezioni nel prossimo dicembre. 

Fisiologico che il tessuto produttivo si attivi per intercettare la tanto auspicata normalizzazione istituzionale, senza la quale le attività relative agli scambi commerciali non possono ricominciare.

Sugli scudi i settori dell’edilizia, delle infrastrutture, dello sviluppo urbano e delle opere pubbliche. Gli stakeholders avranno la possibilità di relazionarsi direttamente con gli interlocutori politici libici. Molto attive le delegazioni provenienti da Turchia, Italia e Tunisia.

Tutti i numeri da record di NOC: l’energia di nuovo in moto in Libia

Numeri da record per il colosso libico NOC, fatti registrare nel mese di maggio: i ricavi dalle vendite di petrolio greggio, gas, condensati, prodotti petroliferi e prodotti petrolchimici hanno raggiunto 1.389.927.624,99 dollari per il greggio e 53.055.556,55 dollari per gas e condensati. 

Pollice in su da parte del presidente di NOC Mustafa Sanalla: “La stabilità dei livelli produttivi va mantenuta e anzi incrementata. Siamo ottimisti sull’andamento generale del prezzo del petrolio e prevediamo di realizzare un surplus di ricavi entro la fine di quest’anno”.

Al contempo ha annunciato che Ras Lanuf Company avvierà le procedure per la vendita di polietilene al mercato locale, che porterà ad alleviare gli oneri dell’importazione di questa sostanza in valuta forte. Inoltre, il polietilene sarà fornito nei modi più semplici al settore privato specializzato nelle industrie della plastica.

Inoltre si apprende che la raffineria di Zawia ha ripreso le sue operazioni a pieno regime nelle due unità, con una capacità di raffinazione giornaliera che supera i 100.000 barili al giorno. Ciò alleggerirà l’onere dell’importazione di combustibili, nonché le consegne di greggio alla centrale di Ubari.

Ha inoltre riferito che alla Mellitah Company sono state fornite anche quantità di greggio per la produzione di energia elettrica, per un valore di 2.630.442,23 dollari USA addebitate alla società da liquidare successivamente.

Noc, mercenari e affari: così Londra sostiene Tripoli

Londra incoraggia Tripoli. Vertice oggi a Downing Street tra il primo ministro britannico Boris Johnson e il primo ministro ad interim libico Abdulhamid AlDabaiba. Obiettivo, mettere nero su bianco l’appoggio inglese alla stabilizzazione della Libia, attesa da una delicata fase che riguarda la supervisione della transizione verso la democrazia. 

Sul tavolo temi come la sicurezza in Libia, la presenza destabilizzante di combattenti stranieri, i possibili e auspicabili progressi verso lo svolgimento delle elezioni di dicembre. Positivo inoltre il giudizio di Johnson sull’apertura dell’hub europeo della Libyan National Oil Corporation a Londra, anticamera al miglioramento delle relazioni commerciali tra Regno Unito e Libia.

Infine i due leader hanno anche celebrato il ritorno di un’antica statua greca della dea Persefone, che era stata saccheggiata dalla Libia ed è stata recuperata con il sostegno del governo britannico.

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Conferenza di Berlino 2: le parole di Guterres (e dell’Onu)

Pubblichiamo l’intervento del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres alla conferenza di Berlino 2 sulla Libia:

”Eccellenze, Signore e Signori,

Sono onorato di aprire questo importante incontro e ringrazio i nostri ospiti, la Germania, per il loro continuo impegno a favore del processo di Berlino. Sono stati compiuti molti progressi dalla prima conferenza di Berlino nel gennaio 2020.

Siamo qui oggi per costruire su tali progressi, attraverso la piena attuazione della tabella di marcia politica adottata dal Forum di dialogo politico libico; l’accordo di cessate il fuoco dell’ottobre 2020; e le pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza, compresa la risoluzione 2570 relativa al monitoraggio del cessate il fuoco e allo svolgimento delle elezioni presidenziali e parlamentari nel dicembre 2021.

La piena attuazione dell’accordo di cessate il fuoco è di fondamentale importanza per consolidare la pace in Libia. Lodo la Commissione militare mista 5+5 per aver lavorato insieme a tal fine e sono incoraggiato dal continuo investimento in misure di rafforzamento della fiducia da entrambe le parti.

Le Nazioni Unite sono impegnate a sostenere il meccanismo di monitoraggio del cessate il fuoco libico. Il gruppo iniziale di osservatori del cessate il fuoco delle Nazioni Unite sarà presto schierato a Tripoli.

Dobbiamo porre fine a tutte le ingerenze straniere, compreso il completo ritiro di tutte le forze e mercenari stranieri dalla Libia. Esorto le parti libiche ed esterne a concordare un piano globale, con scadenze chiare, per raggiungere questo obiettivo, che l’UNSMIL è pronta a sostenere.

Eccellenze, Signore e Signori,

Il miglioramento della sicurezza per i libici comuni contribuirà notevolmente a ulteriori progressi sulla strada politica.

Costruire fiducia e fiducia è fondamentale.

Accolgo con favore i progressi compiuti sul percorso politico, in particolare l’approvazione del governo di unità nazionale – tra cui un certo numero di donne in posizioni ministeriali chiave – e il Consiglio di presidenza nel marzo di quest’anno. Mi congratulo con le autorità libiche per la transizione pacifica del potere, una testimonianza della volontà politica di andare avanti.

Sono inoltre incoraggiato dalla formulazione di priorità chiave volte a migliorare le condizioni di vita di tutti i libici, ed esorto il Primo Ministro e il suo gabinetto a mantenere le loro promesse.

Per aiutare il GNU ad attuare le sue priorità, che includono il miglioramento della fornitura di servizi di base, tra cui l’istruzione e l’assistenza sanitaria, invito la Camera dei rappresentanti ad accelerare l’approvazione di un bilancio unificato.

Un compito chiave del GNU è l’organizzazione delle elezioni nazionali il 24 dicembre 2021.

Ma raggiungere questo obiettivo richiede un’azione urgente. A tal fine, esorto la Camera dei rappresentanti a chiarire la base costituzionale per le elezioni e ad adottare la legislazione necessaria.

Esorto inoltre l’autorità esecutiva provvisoria a fornire supporto, comprese le risorse finanziarie, all’Alta Commissione elettorale nazionale.

Le elezioni nazionali dovrebbero essere un momento di unità. Tutti i libici, comprese le donne, i giovani e gli sfollati interni, dovrebbero poter partecipare liberamente alle elezioni del 24 dicembre, come candidati ed elettori. L’incitamento alla violenza, alle molestie o all’incitamento all’odio non dovrebbe avere posto nel processo elettorale.

Eccellenze, signore e signori,

I progressi sul fronte militare e politico dovranno andare di pari passo con seri sforzi per affrontare le cause profonde dell’instabilità in Libia. Ciò richiede un processo di riconciliazione nazionale inclusivo basato sui diritti, a partire dal livello comunitario, con un focus su donne e giovani.

Accolgo con favore la decisione del governo di unità nazionale di istituire un’Alta commissione per la riconciliazione nazionale e ribadisco l’impegno delle Nazioni Unite a lavorare con tutti i partner, in particolare l’Unione africana, per sostenere questo processo critico.

Sono molto preoccupato per la grave e deteriorata situazione umanitaria in Libia. Si stima che circa 1,3 milioni di persone necessitino di assistenza umanitaria, con un aumento di 400.000 rispetto allo scorso anno. Esorto gli Stati membri a sostenere il piano di risposta umanitaria che richiede 189 milioni di dollari per sostenere i più vulnerabili, finanziato solo per il 21%.

Il consolidamento della pace e la costruzione di una nazione prospera devono fondarsi sul rispetto dei diritti umani per tutti. Sono incoraggiato dalla recente istituzione di un comitato per affrontare la questione della detenzione arbitraria, in particolare per le migliaia di detenuti in attesa di giudizio.

Esorto il governo ad adottare urgentemente tutte le misure necessarie per proteggere i detenuti dalla violenza e garantire la responsabilità per gli autori di violazioni dei diritti umani.

La detenzione arbitraria, spesso in condizioni terribili, di migliaia di migranti e rifugiati è un fenomeno tragico che deve finire. Continuo a chiedere l’immediato rilascio di tutti i rifugiati e migranti in Libia.

Eccellenze, signore e signori,

Le Nazioni Unite sono pienamente impegnate a facilitare i processi guidati dalla Libia e di proprietà della Libia a sostegno dell’accordo di cessate il fuoco, della riconciliazione nazionale e della giustizia di transizione e dello svolgimento delle elezioni del 24 dicembre.

Incoraggio le autorità e le istituzioni libiche ad assumersi le proprie responsabilità e ad andare avanti insieme verso la stabilità e l’unità.

Il futuro della Libia è nelle loro mani.

Grazie”.

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